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"MARILENA: TUTTO INIZIÒ IN UN CASSETTO"


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
07.05.2026    |    2.923    |    5 9.8
"Le loro FIGHETTE, ancora strette e cinte da una peluria morbida e ribelle, premevano l'una contro l'altra, umide e bollenti..."
​Il pomeriggio in casa respirava con la solita, rassicurante monotonia. Dalla camera di Marco arrivava il ticchettio frenetico della tastiera, interrotto da qualche imprecazione contro il microfono per una partita persa. In cucina, si sentiva il rumore ritmico dei piatti che la madre stava sistemando, mentre sua sorella passava avanti e indietro nel corridoio, parlando a bassa voce al telefono con un’amica.
​Marilena era in camera sua, ufficialmente a studiare, ma la sua mente bruciava da mesi. Di notte, al riparo dalle coperte, lo schermo dello smartphone era la sua finestra su un mondo proibito; guardava filmati erotici fino all'alba, cercando di capire cosa significasse davvero quel piacere di cui tutti parlavano. Aveva imparato a conosersi, a sfiorarsi con le dita cercando di imitare quei gesti visti sul display, ma la sua curiosità non era nata solo online. C’era Sofia, la sua migliore amica. Quando erano sole, l’aria tra loro diventava spesso elettrica: baci umidi, carezze timide e scoperte impacciate che però non avevano mai varcato il confine finale.
​Tutto era cambiato poco prima, cercando una vecchia sciarpa nel comò in fondo al corridoio. Sotto un doppio fondo di velluto scrostato, le sue dita avevano sfiorato un astuccio di seta nera. Marilena aveva capito subito: era un oggetto in silicone color carne, sinuoso ed elegante. Molto più reale di un video, molto più audace delle dita di Sofia.
​Quel primo giorno, Marilena aveva chiuso la porta a chiave e si era infilata sotto il piumone. Il ronzio del toy era un rombo nel silenzio. Mentre sua sorella passava in corridoio, lei si era esplorata con una forza elettrica mai provata. Aveva spinto con determinazione, sentendo la membrana sottile opporre una piccola resistenza prima di cedere. Una fitta acuta, poi un calore denso. — "Mmmhhh... oh Dio..." — ansimò nel cuscino. Era il punto di non ritorno. L’orgasmo l'aveva scossa con spasmi involontari, lasciandola senza fiato mentre affondava il viso nel cuscino per non gridare.
​Ancora tremante e con il respiro affannato, Marilena afferrò lo smartphone. Le dita scivolavano veloci sullo schermo mentre scriveva a Sofia, l'unica persona che poteva capire, l'unica che voleva vedere in quello stato.
"Vieni domani pomeriggio. Devo farti vedere una cosa... la casa sarà vuota."
​L'indomani, la casa era finalmente vuota. Marco era uscito, la madre era a fare la spesa e la sorella era in biblioteca. Quando il campanello suonò, Marilena sentì una scarica di adrenalina. Sofia entrò in camera e Marilena, senza dire una parola, chiuse la porta a chiave. Si spogliarono con una fretta affamata. Sofia indossava un completino di cotone bianco con piccoli ricami, mentre Marilena portava mutandine di pizzo economico che segnavano i fianchi.
​Rimasero nude, i CAPEZZOLI CHE SBOCCIAVANO già turgidi. Si distesero sul letto, cercandosi con un'urgenza mai provata. Marilena iniziò a baciare il collo di Sofia, scendendo verso il seno, mentre le loro gambe si intrecciavano. Le loro FIGHETTE, ancora strette e cinte da una peluria morbida e ribelle, premevano l'una contro l'altra, umide e bollenti.
— "Marilena... ohhh... così..." — mormorò Sofia tra baci bagnati e sospiri rochi.
​Solo quando la tensione divenne insopportabile, Marilena tirò fuori l'astuccio di seta.
— "È questo quello di cui ti ho scritto," — sussurrò, svelando il segreto. Accese il toy e lo guidò verso Sofia, alternando la vibrazione alla pressione della sua lingua. Il contatto fu un fulmine.
— "AHHH! Marilena!" — Sofia emise un grido acuto, subito soffocato contro la spalla dell'amica. — "Oddio... spingi... SÌ!"
​Sofia inarcò la schiena, i suoi lamenti divennero grida di puro piacere. Sentendo la carne di Sofia aprirsi e pulsare violentemente contro l'oggetto, Marilena si premette contro di lei, usando la vibrazione e il calore dell'amica per trascinare anche se stessa oltre il limite. Gridarono insieme, i volti affondati l'uno nel collo dell'altra, mentre il piacere le travolgeva in un'esplosione di spasmi che le lasciò tremanti, sfinite e intrecciate per lunghi minuti.
​Quando la madre rientrò, un'ora dopo, le trovò sedute alla scrivania tra i libri aperti.
"Marilena, guarda che OCCHIAIE che hai," esclamò la madre posando la spesa. "Stai troppo tempo a studiare davanti a quel PC, ti rovini la vista."
Marilena abbassò lo sguardo, incrociando quello di Sofia sotto il tavolo mentre le loro gambe nude si sfioravano ancora.
"Hai ragione mamma," rispose con un sorriso segreto, "è stata una sessione di studio davvero intensa."
​Mangiò in silenzio, assaporando la stanchezza dolce e sapendo che, da quel pomeriggio, il mondo aveva un sapore completamente nuovo.
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